ARCI Sicilia esprime la propria solidarietà alle comunità di ARCI Catania e del Circolo Open, al centro in questi ultimi giorni di diversi episodi intimidatori.
Non sarà qualche svastica disegnata sui muri o qualche danneggiamento a fermare l’azione collettiva delle associazioni, impegnate da anni nel territorio a costruire percorsi democratici di confronto e di contrasto alle mafie e all’omo-lesbo-bi-transfobia.
Piuttosto, gli episodi denunciati evidenziano il crescente clima di intolleranza e violenza verso gli spazi sociali e di aggregazione che sono l’antidoto ad ogni forma di fascismo e di emarginazione.
Le esperienze maturate in questi anni da ARCI Catania insieme al Comitato di via Antico Corso, la tutela e la cura dell’area del Bastione degli Infetti da parte delle volontarie e dei volontari del Servizio Civile, le denunce sulle condizioni e l’utilizzo dei beni confiscati alla mafia, hanno costruito spazi di partecipazione attiva che hanno coinvolto persone di diverse generazioni, così come le attività cresciute attorno al Catania Pride, grazie all’impegno del Circolo Open, costituiscono spazi di democrazia e libertà ed un modello di riferimento per le comunità LGBTQIA+ non solo di Catania.
Ciò che si è costruito a Catania è patrimonio di tutta l’ARCI e, siamo certi, anche di tutte quelle persone e forze sociali e politiche realmente democratiche e antifasciste.
